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XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, SALENTO RISALE CHINA CON PRIMA FORMAZIONE IN CAMPO SU PIANTE RESISTENTI MA REIMPIANTI ANCORA AL PALO

Il Salento cerca di risalire la china con la prima formazione in campo a beneficio degli olivicoltori che devono reimpiantare e imparare a gestire e potare gli oliveti delle varietà resistenti alla Xylella. Lo comunica
Coldiretti che, in collaborazione con Unaprol e Olivicoltori di Puglia, ha organizzato a Ugento e Sannicola corsi per nuovi impianti e potature di formazione sulla varietà Favolosa, a cura dell’agronomo di fama Angela Canale.
“Gli olivicoltori hanno bisogno di essere formati e seguiti lungo il percorso che sta portando il Salento ad orientare l’intera filiera olivicola verso cultivar nuove che non fanno parte del patrimonio olivicolo storico del territorio. L’oliveto di FS17 necessita di una gestione differente a cui gli agricoltori hanno bisogno di essere preparati”, spiega il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele.
Una recente sperimentazione condotta dal CRFSA e dal CNR ha fornito dati molto incoraggianti sulla possibilità che Leccino, notoriamente non autocompatibile, possa essere impollinato con buona efficacia da FS 17, aggiunge Coldiretti. Il fronte della ricerca è parallelamente impegnato sui 15mila i semenzali ‘osservati speciali’ e 440 cultivar utilizzate nella sperimentazione con gli innesti, dice Coldiretti Puglia, con il progetto di ricerca e sperimentazione che vede coinvolti l’Azienda Forestaforte di Giovanni Melcarne, CNR-Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP), Università di Bari (DiSSPA e DiSAAT), CRSFA «Basile Caramia».
“Nonostante gli sforzi della ricerca, delle imprese agricole e dei frantoiani, la ricostruzione è tuttora al palo, perché procedono col contagocce i reimpianti in provincia di Lecce, dove sono stati reimpiantati solo 300 ettari con circa 120mila piante resistenti, di cui il 45% di varietà Leccino e il 55% di Favolosa, a causa della burocrazia che rende farraginose le procedure per gli espianti e i reimpianti, mentre continuano ad essere bloccati per la fanta interpretazione del Decreto Emergenze i reimpianti nelle aree a vincolo paesaggistico”, insiste il presidente Cantele.
Coldiretti ricorda che il Decreto Emergenze, introducendo l’art. 8 ter, ha previsto che gli interventi di estirpazione di olivi nelle zone infette da Xylella fastidiosa, previa comunicazione alla regione, possono essere effettuati in deroga a quanto disposto dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, e ad ogni disposizione vigente anche in materia vincolistica nonché in esenzione dai procedimenti di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dal procedimento di valutazione di incidenza ambientale.
Sul fronte PSR, non decolla il via libera ai pagamenti per 119 aziende agricole dell’area infetta da Xylella su 1004 rientrate in graduatoria del bando 5.2 del PSR con decreti di concessione risalenti a giugno e ad agosto per 1,9 milioni di euro, pari al 4% delle risorse disponibili per la rigenerazione del Salento su una dotazione finanziaria complessiva della sottomisura di 45 milioni di euro, insiste Coldiretti.
“In realtà risulta che, nonostante le opportune fideiussioni bancarie, neppure le aziende agricole con regolare decreto di concessione abbiano ricevuto il sostegno. Parliamo di un bando per la ricostruzione del patrimonio olivicolo che dovrebbe aiutare gli olivicoltori ad espiantare e reimpiantare per far rinascere la filiera olivicola salentina. Serve la liberalizzazione dei reimpianti anche nell’area vincolate per avviare una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da 6 anni di Xylella e soprattutto di burocrazia ”, conclude Cantele.


Lecce, 24 ottobre 2019

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