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"Vignacastrisi" Stefano Zurlo a Incontri d’Autore


 Forse non tutti sanno che l'Italia è stata sull'orlo della guerra civile. Era il 14 luglio del 1948, e il Paese si avviava faticosamente a uscire dalle macerie del conflitto mondiale, quando un giovane di 25 anni cerca di uccidere Palmiro Togliatti, capo del Partito comunista. Sull’attentato a Togliatti hanno scritto, nei settant’anni trascorsi da allora, diversi storici e giornalisti. Ma Stefano Zurlo è l’unico che, dopo lunghissimi anni di silenzio, ha raccolto in lunghe conversazioni la testimonianza di Pallante stesso, ora ultranovantenne, incastonandola per così dire come una “soggettiva” nel suo
libro “Quattro colpi per Togliatti. Antonio Pallante e l’attentato che sconvolse l’Italia” (Baldini & Castoldi) che l’inviato del Giornale presenterà, stimolato da Carlo Ciardo, domenica 23 giugno, alle ore 20.00, nel Giardino di Camera a Sud a Vignacastrisi, nell’ambito della rassegna Incontri d’Autore, organizzata dal Comune di Ortelle.
Si tratta di un lavoro che è insieme rigoroso come un’opera storiografica nell’accertamento dei fatti e avvincente come un film d’azione nel raccontarli.
Tre gli attori principali: naturalmente il protagonista-attentatore, Antonio Pallante; l’eroe nazionale del Tour, Gino Bartali; il ministro dell’Interno antisommossa inventore della Celere, Mario Scelba.
Tra Montecitorio e l’Izoard – L’azione ha per epicentro temporale il 14 luglio e si sviluppa quasi tutta nei pochissimi giorni precedenti e successivi all’attentato, con un intreccio di sequenze che avvengono simultaneamente in luoghi diversi.

Stefano Zurlo (Milano, 1963) è inviato de «il Giornale». Ha seguito l’inchiesta Mani pulite e molte altre, unitamente a processi di cronaca nera, da Cogne a Garlasco, e insegnato giornalismo alla Link University di Roma. Ha pubblicato Inchiesta sulla devozione popolare, con la quale ha vinto ex aequo il premio Corrado Alvaro (2003) e L’ardimento. Racconto della vita di don Carlo Gnocchi (2006); nel 2005 L’uomo sbagliato, da cui è stata tratta l’omonima fiction con Beppe Fiorello, nel 2008 La strega della Tv: Wanna Marchi: ascesa e caduta di un mito, La legge siamo noi. La casta della giustizia italiana (2009), L’inferno tra le mani. La mia storia nelle Bestie di Satana (con Mario Maccione, 2011) e Prepotenti e impuniti. Perché la malagiustizia permette sempre di farla franca (2012).


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