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“L’OLIVICOLTURA SALENTINA NELLE PROSPETTIVE DEL DOPO XYLELLA E DELLA PAC POST 2020”: CONVEGNO IL 28 MARZO

“L’olivicoltura salentina nelle prospettive del dopo Xylella e della PAC post 2020” è il tema del convegno in programma a Lecce giovedì 28 marzo 2019, dalle ore 9 presso l’Hotel Hilton Garden Inn (via De Giorgi 62), organizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, dall’Accademia dei Georgofili – sezione Sud Est, dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Lecce, dal Collegio Provinciale dei Periti agrari e dei Periti agrari laureati di Lecce e dal Collegio interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati di Lecce e Brindisi.


«Nel Salento l’attività agricola è stata sempre fondamentale sia dal punto di vista economico per la produzione di beni alimentari, che dal punto di vista ambientale per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ecosistema e conservarne la biodiversità», sottolineano gli organizzatori, «In questi ultimi anni la devastazione prodotta sul nostro territorio con il diffondersi del batterio Xylella fastidiosa ha di fatto sconvolto tale sistema plurisecolare, distruggendo in particolar modo l’olivicoltura. Fondamentale, quindi, sensibilizzare le Istituzioni, i produttori agricoli, le loro Organizzazioni e la cittadinanza in generale al fine di predisporre un piano di ricostruzione del territorio che coinvolga l’agricoltura e tutte le altre attività economiche (turismo, artigianato, commercio, piccola e media industria, servizi). Nel piano è indispensabile definire uno specifico progetto per il rilancio dell’olivicoltura salentina attraverso il recupero e la razionalizzazione degli oliveti tradizionali, la realizzazione di nuovi impianti con l’impiego di cultivar resistenti/tolleranti al batterio Xylella fastidiosa e l’introduzione di nuovi sistemi produttivi. A tal proposito non è sufficiente indicare cultivar di olivo resistenti a una specifica malattia (nel nostro caso Xylella), ma è necessario che le cultivar siano in possesso di caratteristiche agronomiche, biologiche e tecnologiche tali da tutelare il territorio da possibili future problematiche agro-ambientali. In tale ottica e anche al fine di sostenere un’agricoltura che dia valore aggiunto alla produzione e al territorio, risulta necessario che l’olivicoltura salentina sappia coniugare l’innovazione tecnologica con le specificità paesaggistiche e con le esigenze ambientali, prevedendo inoltre la diversificazione colturale e l’utilizzo delle aree marginali e dei piccoli appezzamenti per la forestazione e la rinaturalizzazione».

Previste relazioni di Angelo Frascarelli, docente di Economia e Politica Agraria all’Università di Perugia, e Giuseppe D’Onghia, esperto Attuazione Programmi Comunitari - Fondo FEASR, e una tavola rotonda alla quale parteciperanno Beniamino Casillo (imprenditore agricolo, consigliere di amministrazione Casillo Partecipazioni srl), Raffaele Cazzetta (amministratore unico azienda Cazzetta 1899), Rosario Centonze (Presidente Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Puglia), Luigi De Bellis (Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali - Università del Salento), Elisabetta Dolce (Presidente del Collegio interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati di Lecce e Brindisi), Roberto Martina (Presidente del Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Lecce), Marcello Seclì (Presidente di Italia Nostra - Sezione Sud Salento).

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