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Nardò pace dell'acqua

Nelle scorse ore il Presidente di Andare Oltre e sindaco di Nardò, Pippi Mellone, ha scritto una lettera aperta al Presidente dell'Acquedotto Pugliese, Simeone Di Cagno Abbrescia e, per conoscenza, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con una
importante proposta: la “cancellazione dei debiti degli ultimi”.

“Andare Oltre esprime soddisfazione per questa iniziativa del nostro Presidente – dice il coordinatore provinciale reggente Massimo Fragola – non solo perché si attaglia perfettamente ai nostri valori ma anche perché questa iniziativa può essere un punto di svolta. Azzerare i debiti “collettivi” delle case popolari permetterà di installare dei contatori indipendenti. Dopo aver installato i contatori indipendenti sarà facile tracciare una linea netta tra chi paga, chi non paga perché non vuole e chi non paga perché non può”

Andare Oltre fa un parallelismo tra quanto accaduto con la campagna “cancelliamo il debito” a favore degli stati africani. Negli anni compresi tra il 2000 ed il 2006 questa iniziativa portò alla cancellazione di 100 miliardi di debiti a 26 paesi africani.
Quello che fu fatto per gli africani, sostiene Andare Oltre, potrà essere fatto anche per i cittadini più deboli.

“Così come gli stati africani non avrebbero mai potuto pagare i propri debiti, nella stessa maniera molti cittadini non sono in grado di rispondere alle richieste di AQP, che reclama, giustamente, somme ingentissime. Queste somme sono imputate ad interi condomini e sono praticamente inesigibili. Così avviene che chi può pagare si trova ad essere accomunato a chi non può pagare e, di conseguenza, anche le rateizzazioni concesse vengono inevitabilmente disattese, col risultato che a fronte di decine di migliaia di euro di debiti AQP chiude i rubinetti”.

Un meccanismo inaccettabile. Non solo perché si va a colpire l'effetto e non la causa ma anche perché l'acqua è vita e negare l'acqua significa negare una vita dignitosa.

“Andare Oltre contesta anche il sistema a “tariffa” che ha reso l'acqua una merce – spiega Fragola – e pensa che almeno per le persone in difficoltà si dovrebbe usare un sistema con pagamento “una tantum”, in modo che un ricco Manager non paghi meno di una povera famiglia numerosa. Inoltre bisogna prevedere una erogazione di sopravvivenza in casi particolari”.

In una terra nella quale la povertà è in rapida ascesa non solo bisognerà rilanciare la politica di investimenti in case popolari ma anche mettere in moto meccanismi di tutela sociale per i più deboli.

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