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ROMA. SULLE TRACCE DEI PITTORI SPAGNOLI IN ITALIA”

Con un incontro dal tema “Spagnolo o salentino? Il misterioso caso di Jusepe de Ribera detto ‘lo Spagnoletto’”, venerdì, 31 agosto alle ore 19 presso la Biblioteca Bernardini – Convitto Palmieri, sarà
inaugurata la mostra del giovane pittore spagnolo Gonzalo Orquín dal titolo “PRÓXIMO DESTINO: ROMA. Sulle tracce dei pittori spagnoli in Italia”.

        La mostra, che sarà visitabile fino al 15 settembre con ingresso gratuito, rientra nell’ambito della collaborazione tra l’Ambasciata di Spagna in Italia e la Fondazione CON IL SUD, per promuovere attraverso la cultura percorsi di conoscenza e di valorizzazione sociale dei legami tra la Spagna e il nostro Sud, ed è realizzata grazie alla cooperazione con la Regione Puglia, il Teatro Pubblico Pugliese, il Museo provinciale Sigismondo Castromediano, il Polo Biblio museale di Lecce, la Provincia di Lecce, e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto .

        All’inaugurazione saranno presenti, Ion de la Riva Guzmàn de Frutos, consigliere culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, Marco Imperiale, direttore Fondazione CON IL SUD, Loredana Capone, assessore alla Cultura della Regione Puglia, Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Maria Piccarreta, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio museale di Lecce, Gianni Papi, storico dell’arte, l’artista Gonzalo Orquìn e Cesare Biasini Selvaggi, direttore di Exibart che avrà anche il compito di moderare l’incontro. A termine è previsto il concerto di Dario Muci – Sulu. Un uomo del Sud in collaborazione con il festival Sud Est Indipendente.

        <Loredana Capone, assessore alla Cultura della Regione Puglia - il rapporto che il grande artista spagnolo ha avuto con il Salento è del tutto speciale e in parte dovuto alla presenza  documentata della sua famiglia a Lecce. L'immediato successo della sua pittura in questa città e nel Salento è attestato dall'arrivo di suoi dipinti in molte delle aggiornate  collezioni della nobiltà salentina, anche se purtroppo molte di queste opere sono andate disperse e ne abbiamo notizia solo dagli antichi inventari. Ma quello che mi sembra importante rimarcare con l'occasione di questa mostra è la continuità culturale tra la Spagna e Lecce (capoluogo di Terra d'Otranto fino a Matera) che nel Seicento diventa una delle città più importanti del Regno dopo Napoli. Una dimensione culturale così imponente da essere ancora presente e palpabile nella nostra architettura, scultura, pittura e nelle altre espressioni artistiche così come nella lingua e nel costume>>.

    <Luigi De Luca - Al di là delle vicende storiche che per secoli hanno intrecciato il destino del Salento con la Spagna ed in cui si inserisce la "fake news" dello Spagnoletto da cui la mostra prende le mosse, i rapporti tra le due culture si sono nutriti soprattutto delle biografie poetiche e letterarie di Vittorio Bodini e Oreste Macrì. E ad essi rimanda idealmente l'allestimento delle straordinarie opere di Gonzalo Orquin nelle scenografie librarie del Convitto, sede della prestigiosa Biblioteca Bernardini>>.

        La Siria e i (nuovi) Disastri della guerra, l’identità di genere, la cultura e la conoscenza che tendono ponti fra le nazioni: la mostra Próximo destino: Roma del giovane pittore spagnolo Gonzalo Orquín riflette sul passato, ma cita il presente affrontando temi di grande attualità e rivisitando in chiave contemporanea la presenza degli artisti spagnoli in Italia attraverso i secoli.

        La mostra, già esposta a Roma presso l’Instituto Cervantes, arriva a Lecce con l’aggiunta di opere dedicate a Giuseppe de Ribera detto “lo Spagnoletto” realizzate per l’occasione.

        Grazie alla potenza di una pittura classica, atemporale, figurativa, Gonzalo Orquín (Siviglia, 1982) ha dato vita a un insieme di opere che rimandano all’autore-fonte senza emulazione di stile, né mimesi. Seguendo un percorso di ricerca fatto più di allusioni che di citazioni dirette, l’artista espone i suoi personalissimi omaggi ai grandi maestri come Velázquez, Goya, Picasso e a pittori oggi meno celebri - ma di grande fama in passato - quali Eduardo Rosales o Mariano Salvador Maella.
        Le opere sono realizzate a olio, su tela o tavola, e hanno dimensioni variabili, dalle più piccole - la serie ispirata ai “Desastres de la guerra” di Goya, di 30 x 30 cm - alla più grande (200 x 160 cm), ispirata all’intera famiglia Madrazo, da José de Madrazo (1781-1859) a Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), presenze/assenze riunite idealmente intorno a una tavola.

        Tra gli artisti rappresentati in questa antologia di spagnoli che hanno lavorato e lasciato tracce in Italia, una sezione speciale è dedicata a Jusepe de Ribera. Nonostante fosse nato in Spagna (Xátiva 1591 - morto a Napoli 1652), nel corso del Settecento il pittore e biografo Bernardo de Dominici, sulla base dei documenti accessibili all’epoca, nella sua opera Vite de’ pittori, scultori ed architetti napoletani ha attribuito la natalità dello spagnoletto a Gallipoli. Durante i secoli si è consolidata la leggenda di un Ribera pugliese, avvalorata anche da una serie di coincidenze storiche. Una vera e propria “fake news” settecentesca, che ha intrigato tanto Orquín da decidere di dedicare alcune opere in esposizione al legame tra De Ribera e l’Italia.

                                    Corrado Ficco

Lecce, 29 agosto 2018

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