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In sintonia con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

In sintonia con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e grati per la posizione chiara e ferma assunta immediatamente e con autorevolezza dal Presidente nazionale Filippo Anelli e il vice Presidente Giovanni Leoni, l’OMCeO di Lecce condanna, esprimendo tutto lo sdegno, le note esternazioni che una Collega di Spoleto avrebbe postato sui social, in aperta contraddizione con quanto lei stessa ha giurato al momento di iniziare la professione medica. Il codice deontologico, che ciascun medico è tenuto a rispettare, deve essere sempre la bussola etica cui far riferimento, vincolante per i nostri comportamenti.

Al netto di qualsiasi giudizio e considerazione su programmi e azioni politiche, che certamente non competono a questo Ordine professionale, la deriva morale cui stiamo assistendo in molti settori della vita civile, certamente non può essere in alcun modo tollerata nei comportamenti o dichiarazioni di Colleghi, che devono sempre mantenere un atteggiamento in linea con la dignità morale che la professione impone e le nostre regole comportamentali normano.
All’art. 3 il Codice Deontologico infatti chiarisce senza equivoci che il “dovere del Medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo della sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza discriminazioni di età, sesso, di razza, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace come in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera“: chi non rispetta questi doveri fondamentali non solo è sanzionabile, ma si pone oggettivamente e moralmente al di fuori della comunità medica stessa.
Le affermazioni attribuite alla Collega sono gravemente ingiuriose e vergognosamente fuori luogo per chiunque le abbia esternate, ma intollerabili se fossero state espresse da un Medico: “non esistono diritti umani per quattro negracci che ci invadono e arrivano con Nike e tute firmate e trippe piene, o con la scabbia ma per chissà quali violenze perpetuate. Solo un errore viene ad ora commesso: andrebbero annegati al largo.” Se dovessero risultare elementi sufficienti a risalire alla Collega (che ci auguriamo assolutamente estranea), questa sarà sicuramente sanzionata dalla commissione disciplinare dell’Ordine di Spoleto, con il cui Presidente condividiamo la nostra preoccupata e vibrata protesta: tali episodi infatti gettano una cupa ombra di discredito sull’intera Comunità Medica. Ad essa esprimiamo la nostra collegiale solidarietà, rivolta ai tantissimi professionisti che con la loro opera, quotidianamente e tra tante difficoltà, danno senso e valore alla vita stessa.



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