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Cassa integrazione in calo nel primo semestre dell’anno in provincia di Lecce

Cassa integrazione in calo nel primo semestre dell’anno in provincia di Lecce. Secondo il 6°Rapporto elaborato dalla Uil – Servizio Politiche del Lavoro, su dati Inps, le ore complessivamente autorizzate alle aziende salentine da gennaio a giugno ammontano a 955.299, il 41,8 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2017 (1,6 milioni). Sul dato incide soprattutto la diminuzione della cig in deroga (-94,3%), per effetto della norma abrogatrice. Flessioni più contenute si registrano anche per cig ordinaria (-28,8%) e straordinaria (-32,5%).

Il calo registrato a Lecce e provincia è comunque in linea col dato regionale (Taranto -82,8%, Foggia -37,9%, Brindisi -7,2%, Bari – 36,5%) e nazionale (-34,4%).
Anche nel solo mese di giugno, la provincia di Lecce ha registrato una brusca riduzione di richieste, pari a -86%: dalle 274.449 ore di cig autorizzate a maggio si è passati a 38.381 ore (4.680 di cig in deroga, 4.218 di cig straordinaria e 29.483 di cig ordinaria).
«La flessione di cig registrata a giugno e nel primo semestre è consistente e questo potrebbe farci ben sperare», commenta il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto. «Tuttavia – rileva - questi dati sono carenti delle ore autorizzate di Fis e altri Fondi di Solidarietà, non diffusi dall'Inps, oltre alle prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Fsba). Da considerare nell'analisi è anche l’abrogazione della cassa in deroga, che ha fortemente inciso, quantitativamente, sui dati del passato e, dall’altra, l’introduzione di un costo più elevato della cassa straordinaria».
«Lo studio - prosegue Giannetto – conferma poi una situazione di sofferenza in particolare per le aziende del settore edile; in tutta la regione, si registra un aumento di richieste di cig, pari a +125%, rispetto al primo semestre dello scorso anno. Al contempo preoccupa il dato della disoccupazione generale, che in Puglia si attesta attorno al 19.5%, mentre quella giovanile continua a superare il 50%, il che mette in evidenza una vera e propria piaga sociale con il forte il rischio che “saltino” più generazioni. Il quadro generale ci costringe ad essere molto cauti, dunque, anche quando si registrano dati apparentemente positivi. Adesso più che mai, quindi, per la Uil è necessario accompagnare la timida ripresa economica con politiche mirate a sostenere la domanda interna, attraverso investimenti pubblici e ridando maggiore potere di acquisto ai lavoratori e ai pensionati, al fine di consolidare i timidi passi in avanti e creare nuovi posti di lavoro stabili. Inoltre – conclude il segretario Giannetto - è indispensabile una sburocratizzazione amministrativa, che permetterebbe, in particolare al Sud e in Puglia, di sbloccare tante opere pubbliche e tanti cantieri da troppo tempo ostaggio di pastoie burocratiche».






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