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CIBUS: COLDIRETTI PUGLIA, CON NUOVA IGP PER 'OLIO EXTRAVERGINE PUGLIA' PIU'

Nelle more della formalizzazione da parte dell’UE, già dalla prossima campagna in regime transitorio l’IGP Olio Extravergine di Puglia sarà sul mercato, per una maggiore tutela del prodotto simbolo della dieta mediterranea, patrimonio Made in Italy, e della Puglia, la regione più olivicola d’Europa. La notizia è stata annunciata da Pantaleo Piccinno, Presidente dell’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva di Puglia, promotrice della IGP, in occasione del CIBUS a Parma.

“Abbiamo risposto alla storica carenza di programmazione e di un vero sistema di filiera ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella produzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avventurieri e speculatori”, ha detto Piccinno. E’ opinione diffusa che estendere i controlli alla tracciabilità significa ledere “gli interessi delle lobby e delle multinazionali che grazie alle ormai note operazioni di “chirurgia chimica” – ha aggiunto Piccinno - riescono a mantenere le loro quote di mercato disattendendo tutte le regole e le norme comunitarie in vigore. Queste situazioni hanno reso l’olio d’oliva uno dei prodotti più coinvolti nell’universo delle frodi alimentari”.
Il marchio ‘IGP Olio di Puglia’ sarà ben riconoscibile per il logo distintivo – spiega Coldiretti Puglia - ripreso da un’antica moneta romana che simboleggia l’unità della regione Puglia ed il suo legame storico con la coltivazione dell’olivo.
“E’ un’importante opportunità, da tempo sollecitata dal territorio e su cui sono riposte notevoli aspettative”, ha sottolineato David Granieri, presidente nazionale di UNAPROL. “Si tratta di un progetto di valorizzazione che, come dimostra il disciplinare, punta decisamente sulla qualità e sulla distintività – ha aggiunto Granieri - in una regione che fornisce circa il 50% dell’olio italiano”. Alla presentazione del marchio hanno partecipato anche il segretario dell’associazione Pietro Spagnoletti e il consulente Fabrizio De Castro.
“Il brand IGP garantirà che l’olio extravergine sia di alta qualità, con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto valore, faccia bene alla salute, perché il disciplinare prevede che solo oli con un elevato livello di polifenoli - i più importanti antiossidanti naturali - possano diventare IGP, certificando le proprietà con un apposito claim salutistico in etichetta previsto dall’UE sia un olio sempre fresco, perché dovrà essere imbottigliato entro l’anno di produzione e sia di assoluta provenienza regionale, un olio certamente “Made in Puglia” sia per la produzione delle olive , sia per la trasformazione in olio, ma anche per il confezionamento che  dovrà essere effettuato a una distanza definita dal luogo di produzione”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, al risultato di un percorso lungo e ambizioso. 
Nel mondo sono stati consumati nel 2017 complessivamente 2,95 miliardi di chili, la metà dei quali nei Paesi dell’Unione Europea con la vetta della classifica conquistata dall’Italia con 557 milioni di chili, seguita dalla Spagna con 470 milioni di chili. A sostenere la domanda mondiale – continua la Coldiretti – sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.  In Italia – spiega la Coldiretti sulla base di un’indagine Ismea – 9 famiglie su 10 consumano olio d’oliva tutti i giorni secondo uno stile alimentare fondato sulla dieta mediterranea che ha consentito al Belpaese di conquistare primati mondiali di longevità: tanto che la speranza di vita degli italiani è salita a 82,8 anni, 85 per le donne e 80,6 per gli uomini.
Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Gli oli stranieri vengono importati – denuncia Coldiretti Puglia - principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati per ‘costruire’ blend con oli regionali. Gli oli di oliva stranieri percorrono centinaia di chilometri in nave e/o in autobotti che non solo contribuiscono all’emissione di CO2 nell’atmosfera, ma proprio per le condizioni di trasporto si degradano. Gli oli di importazione vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Grazie al ‘brand’ dell’EVO pugliese resterà in Puglia il valore aggiunto della filiera olivicolo-olearia – continua Coldiretti Puglia - perché il marchio comunitario sarà riservato all’olio extravergine di oliva ottenuto da olive prodotte solo da oliveti impiantati nel territorio regionale ed ottenuto da impianti di trasformazione, stoccaggio e confezionamento ricadenti all’interno del territorio della regione Puglia.
La PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario è pari al 20% della totale PLV del settore agricolo, per un valore di 600 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del Prodotto Interno Lordo dell’intera ricchezza regionale per il 3%.
L’Associazione di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extravergine di Oliva di Puglia è composta dalle organizzazioni di produttori regionali Associazione di Produttori PugliaOlive, Oliveti Terra di Bari, Coopolio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, Apulia, Appo, Apol, aderenti alle Unioni Nazionali UNAPROL, CNO, UNAPOL, UNASCO e AIPO, l’Associazione dei Frantoiani di Puglia.

Bari, 9 maggio 2018


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