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Fòcara Festival

Qualche giorno fa, durante una conferenza stampa a Palazzo Adorno, è stato presentato il cartellone di spettacoli e concerti della Fòcara di Novoli. Dopo le anticipazioni dei giorni precedenti apparse su varie testate giornalistiche locali e regionali abbiamo dunque appreso che anche quest'anno, in qualche modo, la Fondazione ha organizzato (senza nominarlo) il Fòcara Festival. Tre giorni, dal 16 al 18 gennaio, che nelle ultime edizioni hanno arricchito la “Festa del fuoco” trasformandola in un avvenimento che
richiama migliaia di visitatori, pellegrini e curiosi da ogni parte della regione e del resto d'Italia. C'è però un piccolo problema che, durante l'incontro con i giornalisti, è stato minimizzato dai vertici della Fondazione. Fornitori, artisti, musicisti, curatori, direttori artistici, promoter, agenzie di booking, service audio/luci sono ancora in attesa di svariate migliaia di euro da parte della Fondazione per le passate edizioni. Eppure, in qualche modo, si sono trovate risorse - e non poche - per allestire gli spettacoli e i concerti anche per il 2018.

Come mai nessuno blocca questa grottesca situazione? Da dove arrivano questi nuovi finanziamenti considerato che le casse della Fondazione sono a secco e che la Regione Puglia (stando agli atti ufficiali), non solo ha inviato nelle scorse settimane alcuni ispettori per controllare la regolarità dei bilanci della Fondazione, ma non ha stanziato ed erogato fondi per la manifestazione? Di chi sono le responsabilità di una situazione che ha messo e continua a mettere a repentaglio un lavoro costruito in oltre dieci anni e che ha trasformato la Fòcara di Sant'Antonio in un evento apprezzato in tutta Italia e all'estero? Chi si assume il rischio di firmare contratti e promettere cachet agli artisti che si esibiranno sul palco tra pochi giorni? Chi pagherà tutti i servizi connessi alla manifestazione? E come sarà sostituita la prestigiosa sezione FocarArte, che reclama ancora il pagamento delle precedenti edizioni per il curatore e per gli artisti di fama internazionale (Jannis Kounellis, Gianfranco Baruchello, Daniel Buren, Francesco Jodice)? Perché è stata mandata letteralmente in fumo un'esperienza artistica che in questi anni ha accolto sul palco artisti di fama nazionale e internazionale come, per fare qualche nome, Vinicio Capossela, Caparezza, Roy Pacy, Enzo Avitabile & i Bottari, Shantel, Mannarino, Sud Sound System, Apres La Classe, Subsonica, Elio e Le Storie Tese, Daniele Silvestri, Moni Ovadia, Ori Kaplan, Alpha Blondy, Tinariwen, Bombino, Omar Soulyeman, Dubioza Kolektiv, Banda Adriatica, Muchachito Bombo Infierno, Motel Connection, BoomDaBash, Rachid Taha, Lee Scratch Perry e Adrian Sherwood, Emir Kusturica & No Smoking Orchestra, Hollie Cook, Asian Dub Foundation, Mouse on Mars, Jolly Mare, Ninos du Brasil, Populous, Larssen, Passione live, Dengue Dengue Dengue, Mad Professor & Brother culture, Prince Fatty and Horseman ft. Shniece, The Orb e molti altri? Se la cultura genera lavoro, perché non viene riconosciuto a chi ha lavorato il diritto sacrosanto di essere pagato per il lavoro svolto? Qui è stato e continua ad essere leso, purtroppo, il diritto delle imprese e dei lavoratori. La risposta che ci è stata data in questi mesi è sempre la stessa: risolveremo. Non possiamo più aspettare!

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