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La politica che morde la terra

Viviamo tempi in cui le parole in uso nel linguaggio politico – diritti, democrazia, giustizia, libertà, persino felicità – sembrano aver perso la capacità di fare presa sulla realtà: sono incapaci di “mordere la terra”, come denunziava Simone Weil già nel 1939. Cercare nell’intreccio con altri linguaggi di restituire un senso vitale a queste parole, o trovarne altre che sappiano ispirarci nell’immaginare il mondo comune può essere un modo di ritrovare questa capacità di presa sulla realtà e di restituire alla politica il suo potere di trasformazione.

Ecco allora “Politica e / Politica è - La politica che morde la terra”, Seminario permanente di Storia delle dottrine politiche, Sezione Polejus, dell’Università del Salento, a cura di Marisa Forcina ed Elena Laurenzi (entrambe docenti di Storia delle dottrine politiche), per esplorare le contaminazioni della politica con altri linguaggi e indagare, superando l’approccio puramente interdisciplinare, la radice comune che collega la politica alle diverse dimensioni dell’esperienza e dell’esistenza umana. Si intende così rimettere al centro della riflessione il vincolo profondo con la vita che la politica – sempre più ingessata nelle leggi della governance e del mercato – sembra aver smarrito, ed alimentare la cognizione della politica come sapere ed esercizio che riguarda il vivere in comune, la preoccupazione per il mondo, la pratica delle relazioni e dello stare insieme.
La formula è quella del Seminario permanente, perché “Politica e / Politica è - La politica che morde la terra” vuole essere più che un convegno o un ciclo di conferenze: un luogo di ricerca, di studio e di pensiero, che periodicamente proporrà dialoghi con ospiti italiani e stranieri.
I sei incontri verranno inquadrati nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e vedranno la partecipazione anche di studenti e insegnanti della scuola media superiore.
Si parte con “Politica e/è letteratura”, lunedì 13 novembre 2017, con un incontro di respiro internazionale.
Il primo dei seminari, dedicato ai rapporti tra politica e letteratura, è infatti organizzato in collaborazione con il Seminario Filosofia y gènere dell’Università di Barcellona, nell’ambito del Progetto Internazionale “La transmisión desde el pensamiento filosófico femenino” (La trasmissione secondo il pensiero filosofico femminile), finanziato dal Ministero spagnolo di Economia e Competitività (MINECO).
Vedrà come relatori: Fina Birulés dell’Università di Barcellona (UB), una delle massime esperte internazionali di Hannah Arendt, autrice di molti saggi e volumi dedicati al pensiero di questa filosofa e teorica della politica, curatrice di un volume che raccoglie gli scritti arendtiani sulla letteratura (“H. Arendt, Mas allá de la filosofía”, a cura di F. Birulés e A. Lorena Fuster, Trotta, Madrid 2016) con una relazione dal titolo: “Hannah Arendt e la letteratura. Esercizi di immaginazione per pensare la politica”; Paolo Carta, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Trento, studioso del pensiero politico moderno e contemporaneo, autore di importanti studi su Francesco Guicciardini e di un libro sul poeta Wysan H. Auden (“Il poeta e la «polis». Colpa e responsabilità in Wystan H. Auden”, Cedam, 2003) in cui affronta il dialogo del poeta con Hannah Arendt in merito alla responsabilità politica, con un intervento dal titolo: “’Practical politics consists in ignoring facts’” (La pratica politica consiste nell’ignorare i fatti). Wystan Auden e il pensiero politico”.

Successivamente sarà la volta di ‘Politica e/è profezia’ (4 dicembre, 2017); ‘Politica e/è conflitto’ (11 dicembre 2017); ‘Politica e/è desiderio’ (8 marzo 2018); ‘Politica e/è cinema’ (19 marzo 2018), ‘Politica e/è religione’ (15 aprile 2018).

Tutti gli appuntamenti ad ingresso libero si terranno a Lecce nell’Aula Ferrari di Palazzo Codacci Pisanelli (Piazzetta Arco di trionfo, 1), alle 9.

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