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COLDIRETTI PUGLIA, AGRICOLTURA SPINGE EXPORT PUGLIA + 9%; AL TOP ORTOFRUTTA, VINO E OLIO

Le esportazioni dei prodotti agricoli (+9%) e dell’agroalimentare (+4,9%) danno slancio all’export pugliese, secondo il Rapporto sull’Economia della Puglia di Bankitalia, nonostante il sensibile ridimensionamento produttivo –  spiega Coldiretti Puglia – determinato dalla tropicalizzazione del clima. Cresce anche l’occupazione in agricoltura.

“Numeri soddisfacenti dell’ortofrutta pugliese – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che ha superato la soglia dei 750 milioni di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali che in termini di aree geografiche riservano non poche sorprese. Oltre agli stimati 230 milioni di export ortofrutticolo verso la Germania, la Puglia si è imposta in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La Puglia secondo ISMEA è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria”. Il comparto ortofrutticolo in Puglia interessa il 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale.
L’analisi dei dati porta a considerare – continua Coldiretti Puglia – quanto il comparto ortofrutticolo si sia specializzato e ciò è dimostrato dal calo del numero di imprese di quasi 700 unità, a cui corrisponde viceversa l’aumento del numero di addetti, addirittura in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le produzioni nella maggior parte dei casi sono caratterizzate da un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, che non può permettersi di sostituire la mano dell’uomo con le macchine.
“L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato –  continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia. Trend in continua crescita per il vino che offre durante l’anno straordinarie opportunità di lavoro tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi. Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo”.
Per la prossima campagna olearia ormai alle porte, il rischio è che la penuria di olio pugliese – denuncia Coldiretti Puglia - faccia crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero. L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità, con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto – conclude Coldiretti Puglia - confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare. 


Bari, 15 novembre 2017

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