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Lecce nuovo ospedale. Comprende un “Centro cuore” di eccellenza, unico in tutto il meridione

E’ il regalo di Pasqua del direttore generale della Asl, Silvana Melli ai salentini. Un uovo con dentro la più bella delle sorprese: il completamento del Dea, il Dipartimento di Emergenza e Accettazione e un Centro di eccellenza per le patologie cardiache, definito “Centro Cuore”.
Finalmente quindi, il cantiere del nuovo “Vito Fazzi” arriva al capolinea. Entro il 31 marzo del prossimo anno il Consorzio Integra, l’associazione di imprese che da circa 5 anni lavora alla
costruzione della nuova struttura ospedaliera, si è impegnato a consegnare l’opera, chiavi in mano, alla Asl di Lecce.
Strada in discesa, resa più agevole dalla sottoscrizione, da parte dell’Impresa, di un “Atto di sottomissione”.  «E’ un documento – spiegano dall’ufficio del Rup – con il quale la ditta accetta di firmare quello che la Direzione lavori propone come variante, senza riservarsi di chiedere alcun danno. Per la Asl quindi non ci saranno aumenti di costi».
Grazie ad alcune perizie di variante, oggi il Dea si è dotato di una Sala Conferenze-Riunioni; un luogo di culto per i degenti e gli utenti; l’ illuminazione esterna della viabilità e dei parcheggi; un sistema di segnaletica interna e altri adeguamenti e forniture tecnologiche. Tutte necessità che non erano state previste nel progetto originario.
Ma le varianti, si sa, non sono gratis. La perizia di questi lavori (PV3), per esempio, è costata circa 6 milioni di euro, risorse che rientrano nelle voci “imprevisti” (4,3 mln) ed “economie di gara” (1,7 mln).
E c’è anche un regalo per Natale. L’impresa ha sottoscritto un cronoprogramma nel quale si impegna a completare alcune aree entro la fine dell’anno : l’intera area della Hall-ingresso e le 12 sale operatorie al 1° piano, comprese alcune degenze.   
Insomma, dopo una serie infinita di stop e di attese, di conflitti e di richieste, da 5 mesi a questa parte, nel cantiere “Fazzi” i lavori procedono a vele spiegate. 
Da quando il 1° giugno scorso il direttore generale Silvana Melli ha deciso di affidare l’ incarico di Rup (responsabile unico del procedimento) all’ing. Carmelo Negro, con il supporto della d.ssa Laura Casto, molte situazioni di “stallo” sono state superate e altre modifiche e varianti hanno permesso di “aggiornare” il progetto, adeguandolo alle prescrizioni del Riordino ospedaliero adottato dalla regione il 28 febbraio scorso.
E visto che le risorse lo consentivano e le disposizioni normative pure, l’ aggiornamento si è spinto fino a «sognare» la realizzazione del “Centro Cuore”.  L’idea-proposta è partita l’estate scorsa dai vertici Asl. In particolare dal direttore sanitario Antonio Sanguedolce, subito sostenuto dal direttore generale Melli, entrambi medici.

Qual è il sogno?   Al terzo piano del Dea, è stato previsto un centro di eccellenza, definito “Centro Cuore” nel quale saranno raggruppate tutte le competenze che riguardano le patologie cardiache. Ci saranno 2 sale di emodinamica, con 2 angiografi, (per angioplastiche, coronarografie, Tavi..) e una “Sala Ibrida” di ultima generazione, ossia una sala operatoria integrata, dove possono operare insieme (interventi multidisciplinari) più medici e specialisti, tra cui l’emodinamista, il cardiochirurgo, l’anestesista, il cardiologo, il chirurgo vascolare, l’interventista… . Un riferimento per la Puglia e per tutto il meridione.

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