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Daniela Donno M5S Emiliano si dimetta

Roma, 30 ottobre - "Se si avevano dubbi circa l'assoluta incoerenza della linea politica e delle azioni di Emiliano, la pubblicazione delle motivazioni della Consulta su TAP spazzano via ogni incertezza. Da lui anni e anni di ipocrisie e false promesse che, purtroppo, stanno portando la Puglia verso un epilogo annunciato: quello di un disastro ambientale che sconteranno i cittadini. Nel frattempo, imperversano le attività di capitozzatura degli ulivi nel cantiere TAP, in un'atmosfera surreale, dove vige solo la regola del
più forte. Emiliano si dimetta, prima di fare altri danni" lo afferma la senatrice pugliese del M5s Daniela Donno che commenta il deposito, avvenuto lo scorso 27 ottobre, della sentenza della Consulta riguardante TAP e il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Puglia.
"Questa pronuncia azzera la credibilità di questo sciagurato Governo regionale - insiste la senatrice -. La Corte Costituzionale, infatti, non solo bolla come inammissibile il conflitto "perché difetta dei necessari requisiti di attualità e originarietà", ma bacchetta la Regione Puglia che "avrebbe dovuto impugnare l’atto di autorizzazione alla costruzione del gasdotto TAP" adottato il 20 maggio del 2015. Invece, come al solito, è stata a guardare, nell'assoluto immobilismo".
"I colpevoli ritardi di Emiliano non si contano più. Stesso esito si è avuto con il tragico espianto degli ulivi, lo scorso aprile, quando il Tar ha respinto il ricorso della Regione Puglia, ancora una volta presentato a danni fatti e quando le operazioni erano già in corso. Si dimetta".


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