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Due fatti sgradevoli sono successi a Nardò.

Il primo: un elettore di Mellone ha schiaffeggiato un consigliere comunale perché, a suo dire, stanco di essere preso in giro sulla situazione delle scuole a Boncore.

Il secondo: Mellone ha dato la colpa del fattaccio ai consiglieri di opposizione.

Entrambi i fatti sono da condannare fermamente.

Ovviamente è falso che questo episodio di violenza sia da imputare ai consiglieri di opposizione; come è falso che non ci siano stati disagi per la pioggia, come sono falsi i costi dichiarati per la Notte della Taranta, come è falso che Nardò sia diventata capitale del Sud nell’estate più bella di sempre. Ma non possiamo perdere tempo ogni giorno a sottolineare le falsità.

Oggi dobbiamo sottolineare altro: qualcosa di più grave. Fino ad oggi maggioranza ed opposizione si sono accusati di avere opinioni diverse. Da oggi, il sindaco (o chi scrive i suoi post) accusa esplicitamente l’opposizione di essere responsabile di violenze fisiche. Da oggi il sindaco ha deciso di portare lo scontro dalle idee alla violenza fisica. Ha detto ai suoi sostenitori che sono sotto attacco di violenze fisiche. Un fatto gravissimo, che rende il sindaco responsabile di qualsiasi cosa accadrà da oggi in poi.
La violenza non fa parte della storia di questa città. Però con questa amministrazione abbiamo avuto un assessore (De Tuglie) che in un video di una celebrazione fascista si vantava che durante le risse contro gli oppositori politici si era accorto che i suoi pugni "facevano davvero molto male". Abbiamo un membro eletto alla Commissione cultura proveniente da Casapound che su Facebook dichiara "Nel dubbio, mena". Oggi abbiamo un sindaco che porta lo scontro dalle idee alla violenza.
Lo ripetiamo: Nardò non merita questo.

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