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COLDIRETTI PUGLIA, NEGLI INVASI 89 MLN DI METRI CUBI D’ACQUA IN MENO; STIMA DEI DANNI SALE A OLTRE 200 MLN EURO

Tangibili i danni da siccità, con effetti irreparabili in Puglia, in una estate che si classifica come la quarta più siccitosa di sempre e conquista il posto d‘onore per il caldo con una temperatura media superiore di 2,48 gradi alla media, inferiore solo a quella registrata nel 2003, secondo l’elaborazione di Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr
“Negli invasi pugliesi – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – mancano all’appello, secondo i dati aggiornati ad oggi 4 settembre del Consorzio di Bonifica di Capitanata, ben 89
milioni di metri cubi d’acqua. La grave crisi idrica ha determinato prima il dimezzamento della produzione di grano, le scottature e l’aumento dei costi di irrigazione degli ortaggi, poi il crollo della produzione di olive, con punte fino al 60% e il calo di oltre il 25 dell’uva da vino. Il rischio è che dopo mesi di afa e siccità, si ribaltino improvvisamente le condizioni climatiche, assestando il colpo di grazia alle colture”. Gli effetti dall’andamento climatico anomalo del 2017 si estendono dal campo alla tavola con il contenimento produttivo di tutti prodotti base della dieta mediterranea con il raccolto di pomodoro per passate, polpe, concentrati e sughi da conserve che – sottolinea la Coldiretti - è stimato in calo del 12% rispetto allo scorso anno, mentre per il grano duro da pasta si prevede una contrazione media attorno al 10%.
“E’ salita la stima dei danni – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché si stanno aggiungendo via via le gravi ripercussioni sugli olivi e sulla vite, fino a superare al momento i 200 milioni di euro. La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. In particolare sono gli olivi a risultare in ‘coma vegetativo’, perché la prolungata siccità si è associata alle nevicate e gelate del gennaio scorso che hanno evidentemente compromesso lo sviluppo vegetativo. Gli agricoltori stanno investendo migliaia di euro in irrigazione aggiuntiva, senza ottenere alcun risultato. Nel campi coltivati a causa del grande caldo e della crisi idrica per gli agricoltori è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali ai vigneti e gli al fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte, con l’allarme siccità che si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola con maggiori costi e danni”.
D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e brusca variazioni climatiche con ingenti danni in campagna.
Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – aggiunge Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali.


Bari, 4 settembre 2017

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