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Accatastamento fabbricati rurali e tasse da pagare Eugenio Rizzo, intende fare chiarezza sulla questione

L’accatastamento dei fabbricati rurali rischia di generare un vero e proprio caos. Nelle ultime settimane, l’Agenzia delle Entrate sta recapitando anche ai proprietari salentini gli avvisi di messa in regola e i rincari previsti per alcune tipologie di questi fabbricati. Al fine di evitare confusione, il Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Lecce, presieduto da Eugenio Rizzo, intende fare chiarezza sulla questione attraverso l’intervento dei geometri salentini
Federico Cortese e Giuseppe Nobile, entrambi componenti della Commissione Catasto.
Per tutti i fabbricati “ex rurali”, furnieddhri, pajare, lamie o simili, che hanno sì perduto i requisiti di ruralità, ma che si trovano in stato di abbandono, privi di infissi, di pavimenti, di impianti e di ogni altra opera di finitura, - spiegano - è sufficiente rispondere all’avviso bonario inviato dall’Agenzia delle Entrate, mediante la compilazione del modulo allegato, all’interno del quale è possibile indicare l’apposita casistica, per la quale nessun altro adempimento è dovuto al cittadino, che non è neppure tenuto a pagare alcuna sanzione. Per i restanti fabbricati “ex rurali” che invece sono correntemente utilizzati come deposito oppure sono stati ristrutturati a scopo abitativo, ma che hanno perso il requisito della ruralità, sussisteva già l’obbligo del censimento nel Catasto Edilizio Urbano, con l’attribuzione da parte del professionista tecnico incaricato dell’accatastamento, di una rendita che diviene base imponibile per ogni adempimento fiscale. Per questa fattispecie l’eventuale sanzione deve essere calcolata in base alla data di perdita dei requisiti di ruralità, pertanto la sanzione potrebbe anche essere prescritta se passati oltre cinque anni”.
Le sanzioni indicate nell’avviso bonario dell’Agenzia – chiariscono ancora i geometri Cortese e Nobile - si riferiscono invece ai fabbricati che conservano tuttora i requisiti di ruralità, ma che sono ancora censiti nel Catasto Terreni. Per questi fabbricati con l’art. 13, comma 14-ter, del D.L. 201/2011, è stato introdotto l’obbligo del censimento nel Catasto Edilizio Urbano (che prima non sussisteva), con l’apposizione in visura di una annotazione di ruralità, in modo che gli stessi fabbricati possano comunque godere delle agevolazioni fiscali previste. L’accatastamento di questi fabbricati doveva avvenire entro il 30 novembre 2012, pertanto oggi sono soggetti alle sanzioni indicate, per le quali è ancora possibile sfruttare l’istituto del ravvedimento operoso, con pagamento ridotto ad 1/6 del minimo (circa € 172 ad unità immobiliare)”.

“Vista la complessità dell’argomento – sottolinea il presidente del Collegio Geometri di Lecce Eugenio Rizzo - i proprietari che hanno ricevuto questi avvisi potranno certamente chiarire ogni dubbio rivolgendosi al geometra di fiducia, che è da sempre la figura professionale più attenta alla materia catastale, dotata della strumentazione tecnica ed informatica necessaria, ma soprattutto della continua formazione professionale per l’aggiornamento alla normativa sempre in evoluzione”.

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