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Confartigianato «Illegittimo l’affidamento da parte di alcuni Comuni salentini dei lavori di fornitura e posa in opera di split a pompa di calore»

«Illegittimo l’affidamento, da parte di alcuni Comuni salentini, dei lavori di fornitura e posa in opera di split a pompa di calore». E’ quanto evidenzia Antonio Mancarella, presidente della categoria Impianti di Confartigianato Imprese Lecce.

In una nota indirizzata al prefetto, Claudio Palomba, si chiede la convocazione di un incontro urgente, «al fine di concordare gli interventi più idonei a monitorare l’azione delle amministrazioni appaltanti che devono attenersi al rispetto delle norme». Confartigianato, infatti, ha accertato alcuni affidamenti illegittimi dei quali chiede la revoca e, pertanto, ha inviato la stessa nota ad alcuni Comuni.
Com’è noto, con l’articolo 13 del decreto 43/2012 del Presidente della Repubblica, in attuazione dei regolamenti comunitari 842 del 2006 e 303, 304 e 305 del 2008, è stato istituito il Registro telematico nazionale delle imprese che possono operare su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati ad effetto serra.
Per ottenere l’iscrizione nell’apposito registro, le imprese del settore devono ottenere apposita certificazione, il cui rilascio è subordinato, per le ditte, alla frequenza di un corso di formazione e, per le imprese, alla verifica dell’idoneità tecnica della strumentazione.
La mancata iscrizione a tale registro comporta che la stessa non può operare. Pertanto, Confartigianato Imprese Lecce, con una nota inviata ai Comuni tramite pec il 7 agosto 2014, ha invitato tutte le amministrazioni della provincia ad attenersi a tali disposizioni.
Tuttavia, sono pervenute le segnalazioni da parte degli associati di Confartigianato che fanno ritenere che tale illegittima prassi sia diffusa in provincia di Lecce. «E’ evidente – chiosa il rappresentante di categoria – la violazione della par condicio tra le imprese del settore, in quanto quelle che, correttamente, sopportano i costi per ottenere e mantenere l’iscrizione nel Registro, non possono competere con quelle che non risultano in regola».


L’Ufficio Comunicazione e Stampa

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