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Cassa integrazione da parte delle aziende di Lecce e provincia: +185,6 per cento

A maggio aumenta pesantemente il ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende di Lecce e provincia: +185,6 per cento rispetto al dato di aprile. Lo rileva il 5° Rapporto elaborato dalla Uil – Servizio Politiche del Lavoro, su dati Inps.
Tra interventi ordinari, straordinari e in deroga, sono state autorizzate 212.717 ore, contro le 74.485 di aprile. A incidere sul dato complessivo sono soprattutto gli aumenti delle richieste di cig straordinaria (che dalle zero ore di aprile passa a 85.332 ore) e cig in
deroga (+307%). Anche la cassa ordinaria registra un incremento rispetto ad aprile, pari al 69,2 per cento. «Il perdurante aumento della cig straordinaria desta particolare preoccupazione – commenta il segretario generale Uil Lecce Salvatore Giannetto - in quanto certifica inequivocabilmente il fatto che numerose imprese del nostro territorio siano nel pieno di complicati processi di ristrutturazione e che, sempre più spesso, ricorrano a tagliare posti di lavoro».

Secondo il 5°Rapporto Uil, inoltre, nei primi 5 mesi dell’anno è già stata superata la soglia di 1 milione di ore richieste dalle aziende salentine (il monte ore raggiunto è pari a 1.057.076). «Dati, questi, che in generale  portano  a considerare questi ammortizzatori un vero argine ai licenziamenti», sottolinea Giannetto. «Pertanto – osserva - resta necessaria una rapida scelta politica che riconosca l’urgenza di non ridurre la protezione sociale e che, nel contempo, affronti con coraggio e risorse la questione del rafforzamento della rete delle politiche attive, come unico  strumento per la ricollocazione delle persone espulse dal sistema produttivo. In sostanza, la Uil ritiene urgente una “riforma della riforma” degli ammortizzatori non per un generico ritorno al passato (cassa integrazione illimitata nel tempo), ma per costruire strumenti utili, sostenibili e flessibili per gestire, innanzitutto, le ancora troppe (e molte non famose) crisi aziendali. Tenendo conto anche del contesto territoriale e della necessità di coinvolgere “attivamente e concretamente” le imprese nei processi di ricollocazione. Senza queste prospettive – conclude il segretario provinciale Uil - l’ombrello, ancora utilissimo, della cassa integrazione, specie quella straordinaria, rischia di non reggere l’urto di una pioggia di esuberi in molte aziende».

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