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La Asl attiva la telemedicina grazie a 5,5 milioni di fondi Fesr

Il progetto parte da lontano: i pazienti si possono curare e assistere a casa e a distanza. E’ quanto prevede la scheda n. 17, ad alta priorità, del Programma triennale delle opere pubbliche varato dalla Giunta regionale nel 2015 e recepito dal Dipartimento promozione della salute il 31 marzo 2016.
Data l’urgenza e la necessità, il 30 aprile scorso la Asl di Lecce ha
deliberato di attivare il progetto di Telemedicina che prevede un impegno di spesa di 5,5 milioni di euro dei fondi Fesr 2014-2020.
I dettagli in un comunicato della Asl.
Telemonitoraggio, teleconsulto e teleassistenza: il futuro della Sanità è già cominciato. E consente alle strutture sanitarie di monitorare, curare e assistere i pazienti a domicilio e a distanza. E’ questo il nucleo del progetto di Telemedicina, appena varato da ASL Lecce con un impegno di spesa di 5,5 milioni di euro a valere sui fondi Fesr 2014-2020. L’investimento punta a potenziare le strutture territoriali destinate all'assistenza alla persona in alternativa al ricovero, realizzando un sistema in rete per cure domiciliari dedicate a pazienti con patologie cardiache e respiratorie e garantendo la continuità di cure in regime di deospedalizzazione.
La telemedicina è uno dei principali ambiti in cui si declina la “Sanità in rete” o eHealth, imperniata sull’uso di strumenti basati sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per sostenere e promuovere la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio delle malattie, la gestione della salute e dello stile di vita. L'applicazione della telemedicina, in sostanza, porta l'assistenza direttamente a casa del paziente, ma nello stesso tempo consente il dialogo e la consultazione tra specialisti lontani, favorisce lo scambio e la condivisione delle conoscenze e dei protocolli diagnostico-terapeutici, mettendo a disposizione dell'intero sistema assistenziale una potente ed efficiente infrastruttura di gestione delle informazioni cliniche.
Il progetto della ASL Lecce va dritto in questa direzione ed offre potenzialità rilevanti, soprattutto in termini di accresciuta equità nell’accesso ai servizi socio-sanitari nei territori periferici. Un risultato ottenibile grazie al decentramento e alla flessibilità dell’offerta di servizi, la cui erogazione è resa possibile utilizzando forme innovative di domiciliarità, che prevedono la presa in carico di pazienti cronici non autosufficienti in presenza di protocolli capaci di assicurare l’efficacia dell’intervento sul territorio e nel proprio contesto di vita.
La delibera approvata dalla Direzione Generale (la numero 1017) prevede l’acquisto di 100 dispositivi fissi per il monitoraggio dei pazienti e 205 dispositivi mobili da distribuire in tutti e dieci i Distretti Socio Sanitari e nel Dipartimento di Riabilitazione. «Investire in tecnologia – spiega il direttore generale ASL Lecce Silvana Melli – migliora l’accesso alle cure e pone il cittadino al centro dei sistemi sanitari. La Telemedicina, e più in generale la Sanità in rete, possono quindi diventare strumenti e percorsi abituali per operatori, pazienti e familiari, permettendo il miglioramento della qualità dell’assistenza e, insieme, della produttività del settore sanitario».

fonte salute salento


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