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GUERRA DEL GRANO: COLDIRETTI FOGGIA, STOP A CHIACCHIERE DA BAR PER FORMAZIONE PREZZI ALLA NON-BORSA MERCI DI FOGGIA SOLO RISCONTRI DOCUMENTALI; SUBITO CUN A FOGGIA

“L’osservatorio dei prezzi alla Camera di Commercio di Foggia dovrà d’ora in avanti monitorare le quotazioni del grano avvalendosi esclusivamente di supporti documentali, ovvero di fatture o eventualmente di autodichiarazioni, per cui ovviamente – in caso di falso – scatterà il reato di dichiarazioni mendaci, che dovranno essere esibite da tutti i rappresentanti della filiera, anche dai produttori, in modo che la rilevazione dei prezzi avvenga in maniera oggettiva e realmente trasparente e
non attraverso chiacchiere da bar senza valore. Aver messo mani al regolamento è solo uno step utile alla gestione più equilibrata dell’emergenza prezzi del grano duro, in attesa dell’istituzione della CUN (Commissione Unica Nazionale) che per il grano, una delle filiere maggiormente rappresentative, dovrà avere sede necessariamente a Foggia, il ‘granaio d’Italia’”. E’ quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo, a margine della riunione presso la Camera di Commercio per mettere mani operativamente al Regolamento della Commissione che rileva i prezzi del grano, convocata su richiesta dello stesso De Filippo.
L’attività – strumentalmente spacciata per borsistica - delle Camere di Commercio di Milano, Bologna, Roma e Foggia, così com’è stata adottata unilateralmente da commercianti e industriali – secondo Coldiretti Puglia - se non favorisce, agevola il fenomeno speculativo attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo, oppure apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o utilizzando contratti di scarsa rilevanza economica. Intanto, è entrato in vigore il 20 giugno scorso il decreto MIPAAF n.72 del 31 marzo 2017 che disciplina le modalità applicative per l'istituzione e le sedi delle CUN.
“Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia – denuncia il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico - con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. Con queste quotazioni non si può sopravvivere e c’è il rischio concreto di alimentare un circolo vizioso che, se adesso provoca la delocalizzazione degli acquisti del grano, domani toccherà gli impianti industriali di produzione della pasta con la perdita di un sistema produttivo che genera ricchezza, occupazione e salvaguardia ambientale”.


Foggia, 26 giugno 2017

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