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Feroci critiche del sindacato Usb all’ organizzazione dipartimentale proposta dalla Asl. Si creano unità per favorire la carriera di alcuni dirigenti?

Nel mirino dell’Unione Sincacale di Base della Federazione di Lecce la proposta della Asl (dei mesi scorsi) riguardante l’organizzazione delle Unità complesse e di quelle semplici a valenza dipartimentale.
Un modello che proprio non va giù ai responsabili Usb, tanto che martedì 27 giugno l’organizzazione sindacale ha inviato una lettera al presidente Emiliano e ai vertici della sanità pugliese, nella quale si elencano le ragioni che secondo loro non convincono.

Soprattutto – si spiega - la frammentazione delle unità in tante “scatole” non è ritenuta una soluzione efficace e praticabile. Inoltre perché «nella proposta avanzata dalla ASL di Lecce – si legge - non viene rilevata la necessità di adeguare le Aziende Sanitarie ai criteri organizzativi impartiti dal ministero e dalla Regione Puglia».
E, rincarando la dose con un affondo , «… la proposta della Direzione Generale della ASL sembrerebbe la sommatoria di un numero abnorme di strutture create in alcuni casi ad personam, le cui finalità organizzative sfuggono».
Invece di potenziare i servizi e le strutture attraverso l’assunzione di personale sanitario di comparto e dirigenziale o, se nel caso, attraverso l’efficientamento del personale presente – sostengono da Usb - si preferisce creare un numero spropositato di Dipartimenti e strutture semplici soprattutto dipartimentali.
Perché? Si chiedono. E con quali finalità? Le argomentazioni del sindacato leccese si fanno ancora più esplicite.
«…la moltiplicazione delle strutture, con lo stesso incarico ma con complessità molto diverse – denunciano da Usb - indica chiaramente che la scelta della direzione strategica sia rivolta ad accontentare le ambizioni di pochi piuttosto che le finalità organizzative. Ancora una volta si favoriscono le carriere di alcuni dirigenti, piuttosto che incrementare le dotazioni organiche nelle strutture a più alta complessità e con carichi di lavoro oramai insostenibili».
Nei giorni scorsi l’organizzazione in Dipartimenti delle unità della Asl avevano sollecitato l’intervento di alcune testate giornalistiche alle quali la direzione della Asl ha voluto ribattere e precisare che
«..la proposta di modello organizzativo dipartimentale elaborata sulla base delle previsioni del vigente Regolamento Regionale, sarà - tempestivamente - implementata e/o modificata qualora dovessero intervenire successive disposizioni regionali in materia…». Niente di definitivo, quindi. Tutto suscettibile di modifiche.
Il sindacato Usb, da parte sua, continua nell’elenco, impietoso, delle criticità rilevate.
Soprattutto la carenza di personale che renderebbe innefficaci, se non inutili, le finalità del modello; come l’istituzione di una radiologia interventistica e cardiovascolare, tenuto conto della carenza di personale da dividere con la neuroradiologia e le radiologie che presentano enormi difficoltà di personale. E… via con altri esempi sul campo.

«In realtà – spiegano secondo il loro punto di vista i sindacati - la questione di fondo è un’altra: la ASL di Lecce sconta non solo un deficit di risorse ma soprattutto un deficit di conoscenza e di organizzazione».
Un giudizio severo sull’attuale management che – sostengono - dovrebbe operare per «semplificare l’assetto organizzativo, rendendolo più governabile e più chiaro, superare la frammentazione del livello operativo, rafforzando l’integrazione e non istituire strutture vuote, inutili, scarsamente produttive , che seguono esclusivamente logiche personalistiche».




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