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APPALTI: LA SFIDA DELLE SCUOLE NELLA RETE DELLE PROCEDURE

Mentre ci si avvia alla conclusione dell’anno scolastico, con gli ultimi giorni di scuola e le relative operazioni (scrutini ed esami finali), nelle scuole superiori pugliesi, beneficiarie dei progetti di Mobilità Transnazionale (corsi di lingue e Tirocini formativi), si vivono giorni di concitazione per gli adempimenti organizzativi legati ai Progetti che devono concludersi entro il 30 settembre.  Proviamo a raccontare ciò che avviene (o dovrebbe avvenire) nelle circa 200 istituzioni beneficiarie dei Progetti con l’occhio attento alle segnalazioni che ci arrivano dai territori.

Le Scuole, per definizione centri di didattica e di saperi, si sono in parte trasformate, per questa contingente occasione, in centrali di appalto impegnate a selezionare gli operatori economici e ad indire gare. Queste inedite Stazioni Appaltanti devono rispondere alle norme comunitarie e nazionali e alle relative procedure sulle norme per le gare di appalto. Per queste particolari tipologie di gare, essendo gli importi superiori ai 40.000 euro, non è previsto l’affidamento diretto e le scuole devono adottare le procedure previste dal Codice degli appalti. Vediamo le diverse tipologie di gara che possono essere indette per appaltate questi POR.
 Procedura aperta: possono presentare offerta a partecipare, tutti gli operatori.
Procedura ristretta: operatori interessati possono presentare domanda di  partecipazione; ma solo gli operatori invitati possono poi presentare offerta in gara alle stazioni appaltanti, con le modalità stabilite dal Codice.
Procedura negoziata:  l’amministrazione consulta gli operatori economici prescelti e contratta con essi le condizioni dell’appalto.
Il primo atto formale che la scuola compie, appena firmato con la Regione l’atto di Concessione,  è la Determina a Contrarre (Art. 55 Codice) nella quale si evince il tipo di procedura che la Stazione appaltanteintende adottare (Aperta oppure Ristretta) e il criterio di aggiudicazione (prezzo più basso o offerta economicamente vantaggiosa). Perché questo approfondimento sulle regole? Perché di casi curiosi e di anomalie ne abbiamo incontrati nel corso della nostra inchiesta, tanti da creare qualche dubbio. La presenza online della determina l’abbiamo ritrovata nella quasi totalità delle scuole, ma per tante resterà l’unico atto pubblico e l’unico adempimento formale riferito alla gara messo in evidenza sui siti di queste scuole. Questa parte minoritaria, ma ancora consistente di scuole, benché abbiano un sito internet, ignorano il ruolo di informazione legale rappresentato dalle notizie pubblicate nel sito. Abbiamo visto Albi pretori non aggiornati dal 2015 o addirittura non consultabili. Insomma siti vetrina, che non rispondono al requisito legale di trasparenza, indispensabile nella gestione di risorse pubbliche.
Questo non deve trarre in inganno il nostro lettore, nel monitoraggio effettuato su un campione formato da circa cento scuole, nella maggioranza dei casi agiscono ed operano nella piena conformità delle norme pubbliche e moralità privata. Le segnalazioni che andremo ad analizzare sono a difesa di chi opera correttamente, lo stigmatizzare certi comportamenti rappresenta un’azione a tutela di chi ha a cuore il delicato ruolo pubblico dell’Istituzione. Quando si parla di soldi pubblici, gare d’appalto e risorse economiche,  la tentazione è dietro l’angolo.
Qual è la procedura di gara più in uso nelle scuole? La verifica ci porta ad individuare che nella quasi totalità delle scuole è in uso la Procedura ristretta con invito attraverso la pubblicazione del Bando. Come vengono selezionate e chi sono gli operatori da invitare?  Il più delle volte questa richiesta di disponibilità avviene con un indagine di mercato a cui gli operatori economici possono accedere attraverso la compilazione di un’istanza scaricando i moduli dal sito istituzionale (ricordiamo che gli atti pubblicati nel Sito delle scuole hanno valore di Pubblicità Legale). Un buon numero di scuole non ha un albo aggiornato o non pubblica manifestazioni d’interesse, o criteri di scelta degli operatori. Forse sceglie, disattendendo la legge, in base ad un rapporto fiduciario. Questa modalità contrasta con il principio di rotazione, trasparenza, di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza tra gli operatori economici. Ci sono casi in cui vengono violati questi elementari principi? Un po’ di pazienza, andiamo per ordine.
Manifestato l’interesse le scuole si ritrovano a volte con numeri stratosferici di interessati a partecipare.  Pertanto il tempo da dedicare alla fase di pre-selezione (obbligatoria) nella quale valutare i requisiti soggettivi dei partecipanti non viene svolta o svolta in maniera superficiale. Capita (come è capitato a una scuola in provincia di Lecce) di ritrovarsi con due operatori economici facenti capo allo stesso centro decisionale (era lo stesso furbo proprietario delle due Aziende che era stato sorteggiato avendo una doppia possibilità risultare aggiudicatario). Motivo di esclusione grave secondo le regole. E’ avvenuta l’esclusione dalla gara? Non è avvenuta.
La Scuola non interviene, la Regione ignora e i furbi proliferano. E’ possibile che senza la Magistratura nulla si muove in questo benedetto Paese. In mancanza di direttive chiare ogni aspirante tour operator (anche senza requisiti formali e o senza esperienza specifica) si sente legittimato a presentare la propria candidatura e le scuole, per incompetenza o pigrizia, ammettono tutti e gli alunni vengono affidati alla buona stella. Studenti affidati più alla sorte che al curriculum degli operatori. Sorteggi sempre “pubblici”, ma talvolta singolari, come una scuola che avendo ricevute 92 richieste da operatori economici di tutta Italia, dichiara con atto formale di effettuare un sorteggio e dall’urna vengono sorteggiati 5 operatori tutti della stessa provincia della scuola. Quando si dice il caso. Il nome di questo dirigente dalla mano vellutata non ve lo diciamo non si sa mai potrebbe suggerire in privato i numeri del Superenalotto, sicuramente, per questo dirigente, operazione più facile dovendo cimentarsi con “soli” 90 numeri. 

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