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XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, UE DICE ‘SI’ A REIMPIANTO; TUTELATI DA ERADICAZIONE ULIVI MONUMENTALI NON INFETTI

La conquistata credibilità della Regione Puglia –– commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - ha consentito di centrare obiettivi che finora sembravano irraggiungibili. La Commissione europea non ha opposto ostacoli alle 4 richieste avanzate dalla delegazione italiana e presenterà una proposta di modifica della Decisione 2015/789 da sottoporre all’esame e al voto nel Comitato di giugno. Al Comitato fitosanitario permanente a Bruxelles sono state avanzate richieste
relativamente al reimpianto degli olivi nella zona infetta, alla protezione dall’abbattimento degli alberi monumentali non infetti, all’esclusione dell’applicazione della termoterapia per tre cultivar di vite e alla riduzione della fascia tampone (di 10 km per la zona di contenimento) a 5 km per le nuove aree di protezione. Si aprono così spiragli di futuro per un territorio gravemente compromesso sul fronte produttivo e paesaggistico e per gli agricoltori senza reddito da 3 anni”.
Intanto, sta per essere messa a punto da Coldiretti Puglia la piattaforma di  crowdfunding ambientale, utile a sostenere gli olivicoltori che a proprie spese hanno già avviato l’attività di sperimentazione e reimpianto che diverrà patrimonio comune della Puglia.
“Finalmente sarà riconosciuto il diritto degli olivicoltori pugliesi al reimpianto e bene ha fatto il Direttore dell’Assessorato Nardone a sottolineare l’esigenza di rafforzare il sostegno della UE ‘responsabile del problema’ per porre riparo e argine alla malattia  – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e consentirà, secondo quanto anticipato, il 2017 sarà l’anno in cui la Regione Puglia potrà dare risposte concrete agli olivicoltori senza reddito da 3 anni. In base agli articoli 16, 17 e 18 del Regolamento Ue n. 652 del 2014, per cui il budget comunitario totale per fitopatologie e zoonosi è pari a 20 milioni di euro, il Direttore Nardone ha chiesto alla DG Sante un congruo sostegno finanziario per le attività di eradicazione, controllo e sorveglianza della malattia, sottolineando che per i monitoraggi la Regione Puglia ne ha già spesi 5 e stigmatizzando la evidente e grave insufficienza del fondo”.
Bari,  16 maggio 2017

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