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Nardò Emergenza neve

Sarebbe interessante capire se davvero l'opposizione a Nardò può essere rappresentata da questi personaggi, protagonisti delle più improbabili e acrobatiche prese di posizione che la politica neretina ricordi. Ma davvero non c'è nessuno in grado di tenere una dignitosa bandiera della minoranza? Lo diciamo tenendo ben presente quanto possa essere utile alla città una opposizione costruttiva e, prima ancora, seria. 
L'ultima di queste uscite tragicomiche è relativa ai costi con i quali l'amministrazione comunale ha affrontato l'emergenza neve a gennaio. Per Siciliano, Piccione, Falangone, My e Presta, 23 mila euro
sono uno "sperpero di denaro pubblico" e una "somma da capogiro". La conclusione a cui giungono, come sempre, è priva di percorsi argomentativi, valutazioni tra spesa e beneficio, banali confronti con altre realtà e situazioni simili che possano giustificare affermazioni così nette e possano aiutare i cittadini a capire il messaggio. Sono troppi, punto e basta. Naturalmente da individui che in quei giorni veramente difficili, come mai questo territorio ha conosciuto, si dilettavano in consigli su come difendere i passerotti dal gelo (per carità, lodevole contributo), non ci si può francamente aspettare una valutazione della gravità della situazione di quei tre giorni, dei rischi e dei pericoli che la città ha corso, dell'impiego di mezzi e risorse che c'è stato. Perché mentre loro al calduccio ironizzavano su sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza che in strada, di notte e di giorno, aiutavano la città a superare l'emergenza, c'erano cittadini bloccati in casa, anziani soli, malati, donne in stato interessante, che oggi possono raccontare quello che è successo anche grazie al magnifico sistema messo in piedi per liberare le strade, portare assistenza, recapitare cibo e farmaci, accompagnare i medici e tanto altro. Se nulla di grave è accaduto, se siamo tutti passati indenni dalla neve e dal gelo, lo dobbiamo anche a quella straordinaria azione collettiva, in cui ci sono stati sì amministratori in prima linea, ma anche e soprattutto tanti cittadini e tante aziende private che hanno messo a disposizione mezzi e risorse di ogni tipo. Non dovevamo ringraziarli per l'eccellente lavoro svolto? Hanno una vaga idea di quanti costi abbiano sostenuto queste aziende in quei giorni? Conoscono aziende in quanto tali che fanno beneficenza? E loro dov'erano? Non erano forse amministratori di questo Comune? Come hanno contribuito (passerotti a parte)? Invece di scandalizzarsi inutilmente oggi, cosa avrebbero fatto loro, come avrebbero affrontato i problemi? Davvero, ci piacerebbe saperlo.

Oltre la sostanza, due rilievi formali grotteschi. Primo: i nostri cinque chiedono perché nella determina dirigenziale non vengono allegate le fatture rilasciate dalle ditte. Incredibilmente gente dalla decennale esperienza amministrativa come Falangone e Piccione non sa che le fatture si allegano alla liquidazione e non agli atti di impegno della spesa. Secondo: i cinque chiedono secondo quali criteri di evidenza pubblica sono state selezionate le ditte. Com'è noto o com'è dovrebbe essere noto, le somme in questione sono ben al di sotto della soglia che obbliga i soggetti pubblici alle procedure di evidenza pubblica, senza considerare l'estrema urgenza con la quale occorreva procedere. Da restare a bocca aperta. Negli ultimi anni ci ha governato chi non ha nemmeno l'abc delle procedure e delle regole dell'amministrazione. Ora scomoderanno Prefetto, Corte dei Conti e Anac, che naturalmente non vedono l'ora di farsi quattro risate. 

Andrea Giuranna (capogruppo Giovani in Azione)
Fabrizio Durante (capogruppo Libra)

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