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Galatina De Pascalis: «Giusto firmare l’appello al presidente Mattarella. Sulla Tap il metodo è sbagliato»

«Se fossi il sindaco di Galatina firmerei l’appello al presidente Mattarella». Giampiero De Pascalis, candidato sindaco di “Obiettivo 2022” (lista De Pascalis, L’Agorà, Direzione Italia, Forza Italia, La Città, Psi, Udc), interviene sulla questione Tap che vede contrapposti il fronte di chi avversa la realizzazione del gasdotto e la multinazionale che ha dato il via libera all’espianto di 231 ulivi per poi procedere a successivi 1.300 espianti. Tra preoccupazioni dei cittadini e difesa di un simbolo della Puglia, l’ulivo, lo scontro si è sempre più radicalizzato.

«In una società civile non si dovrebbero generare contrapposizioni così forti – puntualizza De Pascalis – tra le decisioni assunte dalla politica e i cittadini. Il muro contro muro lo vediamo in tante situazioni in cui i territori avvertono come prevaricaricanti le scelte del governo centrale, sino a quelle delle amministrazioni locali. Manca l’ascolto vero, concreto, la capacità di fare sintesi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A volte la politica è costretta a scelte impopolari per raggiungere un obiettivo a più lungo termine, ma spesso è proprio quell’orizzonte che i cittadini non vedono. Accade per la Tap, come per il contestato Piano di riordino ospedaliero».
Due situazioni, Tap e riordino ospedaliero, lontane tra loro, ma unite dal filo rosso di un metodo in cui le scelte assunte appaiono ai cittadini contrastanti con gli interessi del territorio. «Siamo organizzati con un sistema in cui è ampia la possibilità di rimandare le responsabilità – afferma ancora De Pascalis –, ma questo genera contesti disordinati. Lo dico per la Tap, come lo affermo per l’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina: la politica deve interpretare i bisogni dei cittadini e spiegare le ragioni delle scelte valutando seriamente le indicazioni che arrivano dai territori».


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