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IL PRESIDENTE GABELLONE E MONSIGNOR D’AMBROSIO OGGI IN PROVINCIA PER LO SCAMBIO DI AUGURI 2016

Si è svolto oggi, nella sala giunta di Palazzo Adorno a Lecce, il tradizionale scambio di auguri di fine anno degli amministratori provinciali al personale dipendente della Provincia di Lecce, con il presidente della Provincia Antonio Gabellone e l’arcivescovo di Lecce monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio.
Erano presenti i consiglieri provinciali Antonio Coppola, Tonino Rosato, Giovanni Siciliano, Renato Stabile, il direttore generale Giovanni Refolo, il segretario generale Giacomo Mazzeo, il componente dello Staff Antonio Del Vino, dirigenti e dipendenti dell’Ente.Ufficio Stampa Provincia di Lecce

 

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha esordito, rivolgendo parole di stima e gratitudine al vescovo di Lecce: “Ringrazio il vescovo perché nonostante il suo peregrinare tra le istituzioni per portare gli auguri decide di trovare spazio qui per noi. Questo è un momento di gioia che, tra l’altro, coincide con l’ultimo anno della sua missione ed arricchisce ulteriormente di significato questo incontro, riportandoci alla memoria alcuni ricordi del lavoro che ha realizzato sull’intero territorio provinciale. Un lavoro serrato, durissimo, dai ritmi elevatissimi, con l’occhio rivolto sempre verso i più deboli, verso chi è in difficoltà. Questo è il segno che lascia”.

Non è mancato, poi, un riferimento al nuovo ed ennesimo allarme terrorismo che sta colpendo e angosciando l’Europa e il mondo intero nelle ultime ore: “Stiamo vivendo un momento complicato non solo per le nostre comunità, ma vediamo cosa sta accadendo a livello internazionale. La sobrietà del Natale che in pillole ci somministra Papa Francesco con i suoi messaggi, ci deve portare sicuramente a riflettere, perché spesso ci si sente lontani da queste situazioni, ci si sente ininfluenti. Invece, ognuno di noi può contribuire con il proprio essere e con le proprie azioni al consolidamento della dignità e del rispetto della persona”.
Il presidente Gabellone si è soffermato poi sul presente e sul futuro dell’Ente Provincia: “La speranza è che questa istituzione, che il popolo italiano trasversalmente ha inteso salvaguardare con il voto del referendum, possa recuperare un ruolo e che siano salvaguardate le professionalità di chi vi ha lavorato per tanti anni”.

E ha poi concluso: “Che il 2017 porti al recupero di tante criticità e possa consentire a questo pezzo di Mezzogiorno d’Italia di contribuire allo scenario nazionale, forte del senso di appartenenza, di identità, di accoglienza che ha sempre contraddistinto i salentini”.

Toccanti le parole dell’arcivescovo monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio che ha parlato inizialmente del suo imminente “fine corsa” e ha rivolto parole di gratitudine a tutti i salentini: “Sono nato per stare un po’indietro, poi il Signore mi ha preso e mi ha messo davanti. Ma ora sto per terminare questa vita pubblica e, un po’ come è stato per Gesù, anch’io torno a Nazareth. Non mi pento di questi ventisette anni che mi hanno visto in prima linea. Vi ringrazio e vi sono grato per questi otto anni che ho vissuto con voi, per come mi avete accolto”.

“Del Salento apprezzo la grande capacità di accoglienza, mi sono sentito subito a casa. E apprezzo la capacità di entrare in dialogo. La ricchezza che mi porto sono gli incontri, perché in ogni incontro mi ‘metto tutto’ e voi fate lo stesso. Nel mio servizio una priorità sono stati i poveri, gli ultimi, e voi mi avete dato la possibilità di farli sentire parte viva della comunità. Del Salento mi porto dietro l’apertura, l’accoglienza, la generosità, la capacità di lottare e di andare avanti. Ho avvertito dinamismo e capacità di mettersi in discussione”, ha aggiunto.

Poi il messaggio conclusivo riferito al destino dell’Ente Provincia: “Per ora vi hanno messo sottovoce. La Provincia è una delle istituzioni vicine alla gente. Tentare di metterla a tacere non è stata di certo una bella scelta”, ha affermato monsignor D’Ambrosio.


Infine, il vescovo ha annunciato che si ritirerà a San Giovanni Rotondo: “Sarò lì dove c’è Padre Pio, mi troverete lì se vorrete venirmi a trovare. Io ho bisogno di vedere i volti che hanno lasciato un’impronta nella mia vita. L’incontro è mettersi insieme, ognuno di noi ha bisogno dell’altro”, ha concluso il vescovo di Lecce.


Lecce, 20 dicembre 2016

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