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Sandro Quintana ha incontrato oggi gli operatori della sede del Giudice di Pace di Gallipoli

Il candidato sindaco del centrodestra Sandro Quintana ha incontrato oggi gli operatori della sede del Giudice di Pace di Gallipoli e la situazione che è emersa dal colloquio con il Giudice e con gli addetti all’ufficio e dalla visita all’immobile è estremamente preoccupante. Carenze di personale e di materiale e problemi di conservazione e cura degli spazi hanno indotto Quintana a scrivere immediatamente al Commissario del Comune di Gallipoli Guido Aprea per individuare i rimedi.

E’ una situazione paradossale - fa sapere - che sta compromettendo il corretto funzionamento degli uffici. Scarseggia la carta per le fotocopie e i faldoni, le stesse fotocopiatrici sono sprovviste di manutenzione, c’è un evidente problema di organico (due unità a tempo pieno e due part-time). C’è inoltre una situazione molto preoccupante al piano interrato dell’immobile, dove giacciono mucchi di faldoni, carte, documenti, ammassati su muri sporchi e aggrediti dall’umidità. Spetterebbe al Comune di Gallipoli e ai Comuni di Alezio, Sannicola, Tuglie e Parabita, secondo la riforma, la gestione degli uffici e i relativi costi, ma il Giudice di Pace a Gallipoli sembra un posto abbandonato completamente a se stesso.
Peraltro, la situazione peggiorerà con l’aumento dei procedimenti fino al 75% e se fino ad oggi l’abnegazione assoluta di chi ci ha lavorato ha tenuto in piedi l’ufficio, da domani ciò potrebbe essere non più sufficiente. Anche perché da lunedì il coordinamento della sede sarà competenza del presidente del Tribunale o di un suo delegato che potrebbe non essere così tollerante rispetto a un livello di operatività già molto compromesso. Pesa all’origine, senza dubbio, la mancata individuazione, come prevede la legge, di un referente dell’amministrazione comunale con il compito di interloquire con il coordinatore dell’ufficio giudiziario. E da qui a cascata i problemi relativi e le difficoltà attuali.
Stamattina stesso - continua Quintana - ho scritto ad Aprea sollecitandolo a individuare rimedi immediati per quanto naturalmente di competenza del Comune di Gallipoli. La cosa più urgente è dislocare almeno un’altra unità operativa a supporto di quelle esistenti per evitare il collasso. Gallipoli sta correndo un rischio drammatico, perché il Giudice di Pace è un baluardo di legalità, ha un valore simbolico e ha un indotto significativo. Da Sindaco il mio impegno per la sopravvivenza della sede sarà prioritario, ma qui servono provvedimenti assolutamente più urgenti dei tempi di questa campagna elettorale e del voto del 5 giugno”.





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